Cercare l’amore per colmare un vuoto. Cercare l’amore per dare senso alla vita. Cercare l’amore come soluzione a ogni problema. Quanti siamo ad averlo fatto e ad esserci illusi che, prima o poi, sarebbe successo? Quanti, una volta feriti e delusi, hanno deciso che l’amore banalmente non esiste oppure, se proprio esiste, allora non lo si merita? Siamo sicuramente tanti.
Anzi, tantissimi. Visto che accade a tutti, prima o poi, di confrontarsi con il non-senso e con il vuoto, con la paura che la vita passi senza darci la possibilità di lasciare dietro di noi almeno una piccola traccia, con il terrore di non valere o di non contare nulla. E allora è inevitabile sperare un giorno di incontrare colui o colei che riparerà tutto colmando il nostro vuoto. È inevitabile aspettare che l’amore ci faccia di nuovo credere in noi stessi. Inevitabile e terribile. Perché poi non è mai così che accade.

Lui o lei non colmano un bel niente. E non è certo l’amore che può restituirci fiducia e coraggio se già non li abbiamo. «Cioè?», mi chiede Carla dubbiosa, perché questa volta ha deciso che, se voglio convincerla, devo riuscire a essere veramente chiara e semplice. Cioè è l’esatto contrario che accade. È solo quando si capisce che il vuoto non si colma mai del tutto, che si è poi capaci di incontrare una persona con cui quel vuoto lo si può almeno attraversare. È solo quando si ha fiducia in se stessi e si fa prova di coraggio che l’altro può accorgersi di noi, e noi di lui, e tutti e due insieme possiamo cercare di «meritare» la nostra storia. «Cioè?», insiste Carla. «Che vuol dire avere fiducia in se stessi? A cosa ti riferisci quando parli di meritare la nostra storia?».

La fiducia in se stessi è la capacità di «tenersi in piedi» da soli. La consapevolezza di avere un valore che non dipende da quello che pensano o dicono gli altri. La certezza di sopravvivere, anche se l’altra persona se ne dovesse andare via. Nonostante il dolore possa essere enorme e, confrontati alla perdita, si possa pensare di non farcela. Ecco perché la fiducia è necessaria all’amore. È solo lei che ci permette di costruire con l’altro pezzi di vita condivisa.

«Cioè?», continua Carla, anche se, dal modo in cui mi guarda, mi sembra che cominci ad avere meno dubbi e ad essere meno sospettosa. Cioè accettare che l’altro non sia sempre a nostra disposizione. Capire che l’assenza fisica non implica necessariamente la solitudine. Sapere che non c’è bisogno di fare sforzi e di cambiare per essere amati. Se l’altro ci ama, ci ama così come siamo. Punto e basta. E se la storia comune dovesse interrompersi, questo non vuol dire che non siamo stati capaci di meritare il suo amore.

«Ma prima parlavi di meritare la nostra storia. Non ti stai contraddicendo?». In realtà no. Perché la storia che viviamo la si merita nel senso che in genere si vive non solo quello che si costruisce e quello che si condivide, ma anche quello che a volte si smette di costruire e di condividere. Ci sono tante cose che non dipendono da noi. Ma il modo di viverle, quello, è sempre e solo la conseguenza di come ci poniamo nei confronti di noi stessi e dell’altra persona. Anche quando qualcosa va storto. Tanto l’esistenza non è mai lineare e semplice. Basta solo appoggiarsi su di sé e andare avanti. Appoggiarsi su di sé e sapere che l’altro non potrà mai né darci né toglierci valore. Con l’altro si sta insieme e talvolta ci si separa. Ma il nostro valore non dipende dall’altro. Appartiene solo a noi.