E se l’amore fosse solo un grande malinteso, un modo per dare un nome accattivante alla tendenza che ognuno di noi ha a cercare di accaparrarsi quello di cui si ha semplicemente voglia o bisogno? Se avesse ragione Charles Bukowski quando dice che si ama sempre e solo quello che ci fa comodo?
Me lo diceva l’altro giorno Clara. Col tono spezzante di «io-so-tutto-e-non-me-la-vieni-a-raccontare» che ha sempre quando si parla di sentimenti ed emozioni. Nonostante glielo abbia ripetuto già un sacco di volte che del suo cinismo non so che farmene e che, anzi, mi innervosisce e mi fa perdere la pazienza. Ma Clara è così: brillante e menefreghista. Una di quelle donne che quando si organizza una festa tra amici si circonda sempre e solo di uomini pronti a pendere dalla sue labbra. A me, però, Clara fa quasi paura. E ammetto di evitare spesso il confronto. Tanto non abbiamo niente in comune. Anzi. Siamo praticamente fatte in maniera opposta. E anche quando si parla di colori o di vestiti, non siamo mai sulla stessa lunghezza d’onda. Allora perché mi stupisco ancora? Perché insisto e continuo a ribattere?

In genere, lascio cadere. In genere, cambio strada e faccio altro. In genere, la evito. L’altra sera, però, è stato più forte di me. E anche se Jacques ha cominciato a fissarmi con quello sguardo che ha sempre quando cerca di farmi capire che è inutile e che sto perdendo solo tempo, mi sono impuntata e ho cominciato a tenerle testa. «Quello di cui stai parlando, con l’amore, non c’entra affatto!». «Non c’entra con le frottole che ci hanno raccontato da bambine, ma quelle sono solo fiabe e bugie. Nella realtà, l’amore è solo una forma sottile di manipolazione».   «Nella tua realtà, forse. Anzi, ne sono certa. Ma la tua realtà, per fortuna, non è la realtà di chiunque altro».

Nel giro di pochi secondi, è sceso un silenzio imbarazzante. Con Jacques che mi fissava sempre più preoccupato. Perché poi, quando si torna a casa, è lui che mi deve consolare. E allora perché ci casco sempre? L’altro giorno, però, è stato proprio il suo sguardo a sostenermi. Quello sguardo che mi ha pian piano insegnato che l’amore è compassione e tenerezza. Quello sguardo che mi ha poco a poco fatto capire che l’amore esiste, e che è il sale di ogni esistenza. Quell’amore che, con le cose che ci fanno comodo, non c’entra proprio nulla. Perché l’amore è sempre scomodo e sempre controcorrente. L’amore ama e non ha bisogno di prove e di promesse.

L’amore ci riconosce, e talvolta ci permette di ritrovare il filo perso di un’esistenza in bilico.
«Vedi Clara, io quando torno a casa, sono veramente a casa. Una casa fatta di complicità e di tante piccole cose. Una casa fatta di libertà e di riconoscimento. Forse non ho tutto quello che mi farebbe comodo avere. Ma ho me stessa. Quindi ho tutto».