Il principio del “supremo interesse del minore” è sancito in tutte le convenzioni e dichiarazioni dedicate ai fanciulli. È per questo che nelle nostre società, già ormai da molti anni, sono sempre i diritti degli adulti a cedere di fronte a quelli dei minori ogniqualvolta ci si trova di fronte a un eventuale conflitto. Anche semplicemente perché sono i più piccoli a essere i più vulnerabili: gli adulti si possono adattare; hanno la capacità e la possibilità di trovare soluzioni alternative; hanno il dovere di proteggere chi, ancora non autonomo, dipende interamente o in parte da loro. Cos’è mai potuto passare allora per la testa di alcuni poliziotti francesi quando giovedì, nel comune di Mantes-la-Jolie, hanno deciso di umiliare decine e decine di adolescenti trattandoli come criminali pericolosi e recidivi?
Nelle immagini e nei video diffusi sui social, i ragazzi sono in ginocchio, in silenzio, con le mani incrociate dietro la nuca e il capo chino. I poliziotti li circondano armati. Una voce sullo sfondo commenta: “Ecco una classe che finalmente si comporta come si deve”. Sono immagini talmente scioccanti che persino Jean-Michel Blancher, il Ministro dell’educazione, ha ammesso di essere rimasto sconvolto quando le ha visionate, subito prima di ricordare il contesto particolare in cui si sarebbero svolti i fatti, nonché le difficoltà che stanno incontrando nelle ultime settimane le forze dell’ordine.
Certo, sono molti i poliziotti e i gendarmi stremati da un mese di scontri e conflitti – sono tanti anche coloro che sono stati gravemente feriti e si sono ritrovati in ospedale dopo gli incidenti di sabato scorso. Certo, poco prima che i ragazzi fossero costretti a inginocchiarsi, erano state bruciate due macchine che si trovavano in prossimità del liceo Saint-Exupéry, e il commissario di Mantes-la-Jolie si giustifica affermando che le azioni contro i liceali avevano solo lo scopo di evitare che la violenza aumentasse, diventando così incontrollabile. Ma che c’entrano le violenze di alcuni estremisti con le proteste di alcuni ragazzi contro la riforma dell’istruzione? Che c’entrano la fatica e l’insofferenza della polizia con questa totale mancanza di rispetto per dei giovani minori, alcuni dei quali appena dodicenni? Stiamo davvero regredendo verso una logica puramente utilitarista in cui i “fini” giustificherebbero sempre i “mezzi”?
Durante i cortei studenteschi che si sono svolti ieri a Parigi, alcuni giovani, arrivati a Place de la République, si sono anche loro inginocchiati, incrociando le mani dietro la nuca: una maniera per mostrare la propria solidarietà ai coetanei costretti a farlo il giorno prima dalla polizia, ma anche un modo per sensibilizzare un Governo che, negli ultimi tempi, sembra sordo alle rivendicazioni di giustizia e di uguaglianza che stanno attraversando la società francese. Un Governo talmente impermeabile da legittimare reazioni spesso scomposte e dimenticare, appunto, il “supremo interesse dei minori”. Ma cosa resta dei valori della Repubblica se la logica utilitarista si spinge così lontano da cancellare (o dimenticare) il valore intrinseco della dignità umana? Se è vero che la violenza va sempre combattuta, e che uno Stato ha sempre il dovere di proteggere i propri cittadini, è anche vero che è estremamente pericoloso farlo utilizzando a sua volta la violenza. Tanto più che, anche restando all’interno di un ragionamento utilitarista, le conseguenze a lungo termine di queste immagini scioccanti non le conosce nessuno, e c’è il rischio che l’umiliazione e il non rispetto dei giovani possano aumentare l’odio e impedire così ogni forma di dialogo e di mediazione.