Qualche cenno sull'argomento:

Questo libro affronta un tema particolarmente spinoso ai nostri giorni: la trappola in cui moltissime persone si impigliano ascoltando le sirene di una società che propone e impone un modello di individuo costantemente capace di esercitare controllo e padronanza. Le nostre ferite – le faglie, le fratture, le mancanze del nostro essere – vengono messe al bando e spesso ci rassegniamo a considerarle gravi errori e a trattarle come pattume che finiamo per nascondere sotto il tappeto della nostra consapevolezza. Capita così di produrre un corto circuito fra la nostra parte “accettabile” e quella parte di noi che è fragile, spaventata e per ciò stesso “impresentabile”, sfoderando agli occhi del mondo e ai nostri stessi occhi un’autonomia posticcia che non solo ci dissocia ma ci impedisce persino di accettare gli altri, come noi abitati da debolezze e imperfezioni, in una spirale di proiezioni che ci lasciano sempre più soli e ciechi rispetto alle occasioni di creare legami autentici. E indispensabile fare i conti con le proprie fragilità. La fiducia ci espone al rischio del tradimento, ma se non si accetta di correre questo rischio si resta murati nei ruoli dello spettatore e dell’antagonista. Vivere sul serio la propria vita è molto più di questo.


Informazioni bibliografiche

Titolo del Libro: Cosa fare delle nostre ferite? La fiducia e l’accettazione dell’altro
Autore: Michela Marzano
Editore: Erickson
Collana: I mattoncini
Data di Pubblicazione: 06 Marzo ’12
Genere: SCIENZE SOCIALI
Argomenti: Fiducia Società contemporanea
Pagine: 100
ISBN-10: 8859000076
ISBN-13: 9788859000075


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