Gruppi di supporto? Tutto dipende da quale supporto si cerca quando si inizia a frequentare un sito o un blog Pro-Ana. Supporto per perdere peso? Certo, anche se di chili da perdere, quasi sempre, non ce ne sono più tanti, e si continua a chiedere al corpo di sopportare l’insopportabile – digiuni prolungati, mai più di 500 calorie al giorno, talvolta solo acqua e tè verde. Supporto per stare meglio? Forse. Anche se di “stare meglio” molte di queste ragazzine non ne hanno affatto voglia. Anzi. A loro basta controllare il cibo, controllare il peso, controllare la fame. Controllare e controllarsi. Sempre e comunque. Anche semplicemente perché non possono fare altrimenti: il controllo è l’unico modo per mettere a tacere i sensi di colpa che le perseguitano – ma quale colpa? quella di avere fame? quella di essere imperfette? quella di esistere?
Chi frequenta questi siti e questi blog non cerca solo ricette per dimagrire o smetterla di avere fame – anche perché la fame non cessa mai, più la si controlla più aumenta, e dopo un po’ diventa come un buco nero all’interno del quale non si smette più di precipitare. Le ragazzine Pro-Ana, comprese le amministratrici, cercano soprattutto, e disperatamente, consigli e supporto per accedere alla perfezione, anche se la perfezione non esiste, la perfezione è un miraggio, la perfezione uccide – ma questo lo devono pian piano scoprire loro, non basta dirglielo e ripeterglielo cento e mille volte, devono essere loro a farne l’esperienza da sole. Sono tutte adolescenti che, almeno per il momento, non vogliono e non possono fare altrimenti: non è la bellezza fisica che interessa loro, ma l’ideale di purezza; non è l’estetica che le motiva, ma il “dover essere”. Hanno sempre cercato di adeguarsi all’ambiente che le circondava e alle aspettative altrui; si sono sempre sforzate di non disturbare nessuno e di non essere di alcun peso; hanno sempre fatto di tutto per essere esattamente come gli altri avrebbero voluto che fossero per meritare il loro amore e il loro riconoscimento. Almeno fino alla comparsa di quel maledetto sintomo: “se riuscirò a controllare il cibo e la fame non dipenderò più da niente e da nessuno”. L’anoressia, in fondo, non è altro che il sintomo dell’illusione dell’indipendenza assoluta: l’unica soluzione possibile per smetterla di cercare invano quell’amore e quel riconoscimento che, tanto, non arriveranno mai.
I siti e i blog Pro-Ana sono squallidi, tristi, agghiaccianti. Non è un caso che terrorizzino chiunque ci approdi senza essersi già personalmente incagliato nel sintomo. Ma sono solo la punta dell’iceberg “anoressia”; sono solo la dimostrazione plastica di quello che vive quotidianamente chi soffre di disturbi del comportamento alimentare. Solo chi è già malato ci si ritrova. Solo chi sa cosa significa non mangiare anche quando si è tormentati dalla fame può ricevere e dispensare consigli. Solo chi ha passato anni e anni ad adeguarsi e a obbedire, d’altronde, sa quanta forza di volontà ci voglia per scegliere il “niente” anche quando si vorrebbe “tutto”, per rinunciare all’amore anche quando è proprio di amore e di riconoscimento che si muore di fame.